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TEATRO
Happy Family
di Alessandro Genovesi
Happy Family è una storia dentro un’altra storia.
O meglio, è una storia che racconta un’altra storia.
Anzi, diciamo che è una storia che racconta un’altra storia, però ad un certo punto le due storie si incrociano – ma forse è solo colpa della fantasia che prevale sulla realtà – per proseguire, come un’unica grande treccia, fino alla fine. Chiaro, no?
Con YTR andiamo spesso alla ricerca di qualcosa di nuovo. Possibilmente. Ogni tanto ci riusciamo, ogni tanto no.
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A ‘sto giro dovremmo esserci riusciti, perché Happy Family è l’opera prima di Alessandro Genovesi, attore cresciuto sulle assi di alcuni storici teatri milanesi che passa anche dall’altra parte della barricata – perché lui qui ci recita, oltre a scrivere e dirigere – per debuttare con il terzo spettacolo del progetto Prime opere che il Teatro dell’Elfo ha dedicato agli autori e ai registi emergenti.
Nello scatolone grosso di Happy Family c’è Ezio, trentaquattrenne senza problemi economici – il padre gli ha lasciato un’eredità sostanziosa: lo sfruttamento dei diritti del brevetto della pallina per la lavatrice – assorbito, fino ad un certo punto, dalla scrittura di un romanzo.
E’ assorbito fino ad un certo punto perché questo, in realtà, non è proprio un lavoro. Scrive perché, appunto, è ricco, ma per il resto la vita gli scorre quasi normale, con i problemi dei trentenni cantati nelle canzoni di Max Pezzali e strane storie de mezzo sesso con massaggiatrici orientali.
Nello scatolone piccolo - la storia che Ezio sta scrivendo – ci sono due quindicenni che, contro la volontà dei rispettivi genitori, vogliono sposarsi. Lei sembra una bambolina, mentre lui, come dice lei, sembra un architetto nano.
Piano piano, sarà il caldo della Milano estiva, sarà l’eccesso di fantasia, saranno le paure della vita – che sono l’elemento chiave della storia – sarà quel che sarà, ma i personaggi descritti da Ezio escono dalla storia per andare in cerca d’autore e chiedere spiegazioni sui loro ruoli.
Così Ezio si trova catapultato dentro la vicenda dei due fidanzatini nani intenzionati a sposarsi, asfissiati dalle loro strampalate famiglie.
Alla fine ci scappa la cena del regolamento dei conti, alla quale Ezio è invitato. Qui lo scrittore benestante troverà l’amore, mentre il matrimonio tra minorenni andrà in crisi prima ancora di iniziare. Le due famiglie diventeranno una sola e chiederanno a Ezio di scrivere il benedetto finale di una commedia leggera, sentimentale, giovane e senza tempi morti.
Abbiamo raggiunto Alessandro Genovesi, autore, regista e attore di Happy Family. Genovesi ci ha parlato anche dell’iniziativa legata all’arredo vintage dello spettacolo: i mobili e gli oggetti di scena sono in vendita, il pubblico potrà prenotarli e portarli via alla fine di tutte le rappresentazioni.
Vi consiglio di puntare sulla grande lampada basculante con base in marmo, sul classico televisore Brionvega e sulla poltrona-sgabello con schienale richiudibile.
Per informazioni, potete visitare e contattare Trediciottanta attraverso il sito www.1380.it
E ora sentiamo Alessandro Genovesi.
Happy Family
Di Alessandro Genovesi
Con Gabriele Calindri (Vincenzo), Linda Gennari (Anna), Manuela De Meo (Filippo), Marta Iagatti (Anna), Roberta Rovelli (Caterina), Corinna Agustoni (Nonna Anna), Debora Zuin (Mamma), Massimiliano Speziani (Papà), Alessandro Genovesi (Ezio)
Luci di Rocco Colaianna - suono di Jean-Christophe Potvin
Allestimento con oggetti e arredi dello Spazio Trediciottanta
Al Teatro dell’Elfo di Milano fino al 26 maggio 2007.
Questo è il sito del Teatro dell’Elfo.
maurizio@youngtalent.it
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